Actus Tragicus – 4 settembre: Il Conservatorio “G. Verdi” di Milano protagonista di uno straordinario concerto all’insegna del barocco
Actus Tragicus – 4 settembre: Il Conservatorio “G. Verdi” di Milano protagonista di uno straordinario concerto all’insegna del barocco

Actus Tragicus – 4 settembre: Il Conservatorio “G. Verdi” di Milano protagonista di uno straordinario concerto all’insegna del barocco

Il 4 settembre alle 18, la splendida Chiesa di Santa Corona ospiterà uno dei concerti più significativi del ricco cartellone del Festival Vicenza in Lirica 2022, Actus Tragicus: la cantata barocca. L’evento suggellerà una delle collaborazioni più prestigiose del festival, quella con il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, che si affiancherà alle forze di Vicenza in Lirica per un appuntamento di straordinaria qualità artistica tra le preziose opere del patrimonio artistico di Santa Corona, da opere di Paolo Veronese a Giovanni Bellini. 

La prestigiosa istituzione musicale sarà rappresentata dall’Ensemble vocale e strumentale dellIstituto di Musica Antica, guidata dal podio dal Maestro Stefano Bagliano. Il coro è diretto dal Maestro Anna Aurigi. 

In programma due grandi pagine del repertorio barocco: la “TrauerKantate” Du aber, Daniel, grehe hin di Georg Philipp Telemann e l’Actus Tragicus di Johann Sebastian Bach. Le parti soliste saranno affidate alle voci di un valente sestetto composto da: Micol Pisanu, Desirée Corapi (soprani), Clémence Jeanson (contralto), Yingda Liu (tenore), Ze Hu(baritono) e Alberto Peretti (basso). 

La pagina di Telemann rappresenta un raffinatissimo esempio del prestigio del compositore nativo di Magdeburgo come autore di musica sacra (il suo catalogo conta circa millecinquecento cantate sacre). Il testo della TrauerKantate si riferisce agli ultimi versetti del libro di Daniele, mentre musicalmente è marcata da una grande pulizia e “intimità”, che si riflette in un’orchestrazione squisita. Dobbiamo la sopravvivenza di quest’opera a Jakob Ditmar, cantore della Nikolaikirche diBerlino, il quale ne curò la prima versione critica intorno al 1757. Bach, che guardò sempre con una certa sofferenza per la supremazia di Telemann nella musica sacra, è presente con l’Actus Tragicus. La cantata, composta tra il 1707 e il 1708, secondo alcuni per il funerale dello zio del compositore Tobias Lämmerhir e secondo altri per l’esequie di Dorothea Susanna Eilmar, è uno dei vertici della composizione sacra bachiana, presenta un testo formato di versi biblici e strofe integrative ideate da un “librettista” sconosciuto, e la sua preziosità strumentale e vocale si intrecciano perfettamente allo stile di elevata nobiltà e efficacia drammatica. 

Prosegue in questo modo l’impegno di Vicenza in Lirica in supporto dei giovani artisti ad inizio carriera, la valorizzazione del territorio e delle sue bellezze, ma soprattutto la capacità di creare connessioni tra il cammino del festival e alcune delle più prestigiose realtà formative musicali del nostro paese, ma anche riconosciute a livello internazionale come assolute eccellenze. 

Dopo il concerto del 4 settembre, il Festival prosegue con le letture e incontri con Francesco Lodola (Giardino del Teatro Olimpico, 6 settembre alle 18), Alberto Mattioli e Marco Ubezio (Libreria Galla alle18, 8 settembre alle 18). Il 7 settembre alle 21.00 sarà invece il Teatro Olimpico ad ospitare lo spettacolo a cura del Liceo “Guarino Veronese” di San Bonifacio (Verona), mentre l’8 e il 10 settembre alle 20.30 andrà in scena l’attesa produzione di Don Giovanni con i giovani interpreti vincitori del Concorso lirico “Tullio Serafin”. Infine il 10 settembre alle 18.00 l’Odeo del Teatro Olimpico ospiterà la presentazione/concerto dell’ultimo album del baritono Federico Longhi, accompagnato al pianoforte da Maria Cristina Pantaloni e introdotto dal musicologo Alessandro Mormile. 

Informazioni 3496209712 – www.vicenzainlirica.it