L’Olimpiade di Antonio Vivaldi all’Olimpico e un nuovo libro per l’editoria
L’Olimpiade di Antonio Vivaldi all’Olimpico e un nuovo libro per l’editoria

L’Olimpiade di Antonio Vivaldi all’Olimpico e un nuovo libro per l’editoria

I giovani artisti protagonisti di Vicenza in Lirica

Con un cast formato da 7 artisti che hanno partecipato e vinto, tra oltre 90 talenti provenienti da tutto il mondo, le audizioni per il ruolo, L’Olimpiade di Antonio Vivaldi andrà in scena per la prima volta il prossimo 5 e 8 settembre alle ore 21 al Teatro Olimpico di Vicenza, con la nuova revisione di Carlo Steno Rossi.

Una nuova grande sfida per il Festival Vicenza in lirica che, anche e soprattutto quest’anno, vuole far sentire la sua voce quale messaggio di forza, coesione ed armonia in un momento storico che sembra averne assolutamente bisogno.

Con una squadra di giovani e promettenti cantanti guidati da Francesco Erle, maestro direttore e concertatore al cembalo, Bepi Morassi alla regia, con i costumi creati da Carlos Tieppo (direttore dell’Atelier del Teatro La Fenice) con la collaborazione di Daniela Boscato, il trucco di Beatrice Fardilha e le acconciature di GB parrucchieri, l’opera di Vivaldi che si avvale dello straordinario libretto di Pietro Metastasio verrà rappresentata nel suo spazio scenico d’elezione, il Teatro Olimpico.

Protagonisti dell’opera saranno: Patrizio La Placa (Clistene), Daniela Salvo (Aristea), Francesca Lione (Argene), Sandro Rossi (Licida), Emma Alessi Innocenti (Megacle), Maddalena De Biasi (Aminta) e Elcin Huseynov (Alcandro).

La voce narrante sarà affidata a Stefania Carlesso e l’illustrazione originale all’architetto Matteo Bianchi.

L’Olimpiade venne scritta da Metastasio nel 1733, a tre anni dalla sua nomina a poeta cesareo della corte viennese e sicuramente appartiene ad uno dei momenti creativi più elevati della sua attività poetica ed infatti da sempre è stata considerata e studiata come una delle sue opere più complete e sfaccettate. Il soggetto combina mirabilmente e con ineffabile grazia, poco comune di per sè nel dramma eroico, una trama particolare che riesce a creare una ricchezza straordinaria di situazioni drammatiche mantenendo sullo sfondo l’agone della competizione Olimpica. attivando, anche grazie a questo singolare connubio, un meccanismo teatrale ricco e dinamico.

La trama, ambientata sullo sfondo pastorale di una remota ed arcadica età dell’oro racconta, attraverso la celebrazione dell’amore e della gioventù, le vicissitudini di due coppie di giovani amanti. Numerose furono le fonti cui il poeta attinse per la vicenda: Erodoto e Pausania, le Mythologiae(1551) dell’umanista Natale Conti, Tasso (Torrismondo e Aminta), Guarini (Pastor Fido) e Gli inganni felici (1694) di Apostolo Zeno.
Scritto per il compleanno dell’imperatrice Elisabetta, moglie di Carlo VI, il dramma di Metastasio venne rappresentato per la prima volta a Vienna presso i giardini della Favorita il 28 agosto 1733, con musica di Antonio Caldara ma venne ripresa nel corso dei secoli da altri musicisti sino agli inizi dell’Ottocento; ricordiamo Egidio Romualdo Duni (Parma 1755), Johann Adolph Hasse (Dresda 1756), Tommaso Traetta (Verona 1758), Antonio Sacchini (Padova 1763), Niccolò Piccinni (Roma 1768) Pasquale Cafaro (Napoli 1769), Pasquale Anfossi (Venezia 1774), Giuseppe Sarti (Roma 1783), Giovanni Paisiello (Napoli 1786).

L’intonazione di Vivaldi rappresenta la seconda ripresa del dramma al di fuori della corte asburgica a soli sei mesi dal debutto viennese, ma già nel 1733 un allestimento era stato fatto a Genova.
All’epoca Il compositore era impegnato con il veneziano Teatro Sant’Angelo per la produzione di due opere nuove, L’Olimpiade che vi debuttó il 17 febbraio 1734 e Motezuma  ma Il libretto metastasiano venne sottoposto a tagli consistenti: ben nove arie non risalgono infatti al testo originario dell’Olimpiade provenendo in parte da precedenti opere di Vivaldi. L’attenzione del compositore non si è però concentrata sulle sole arie, come dimostrano la bellezza del duetto e dei cori.

La produzione proposta dal festival Vicenza in Lirica quest’anno, ancor più degli anni scorsi, pone al centro della scena i giovani artisti, solisti e orchestrali, avvalendosi della sola scena fissa del teatro Olimpico con qualche semplice elemento di attrezzeria.
Una regia che all’Olimpico ha dovuto ridursi drasticamente per le limitazioni imposte dal protocollo anticovid-19, ma che sicuramente ha arricchito il bagaglio tecnico-espressivo dei giovani solisti. Lo scopo dell’opera studio è infatti quello di perfezionare il bagaglio artistico degli interpreti che hanno lavorato in primis con Sara Mingardo, in particolare sui recitativi, e successivamente, con il Maestro Francesco Erle che ha riunito un ensemble strumentale di prima qualità, composto da eccellenti professori d’orchestra.

Un grande lavoro quello del regista Bepi Morassi e dell’assistente di regia Laura Pigozzo che hanno preparato i solisti durante l’opera studio che ha preceduto le prove al Teatro Olimpico.
L’atmosfera sarà creata dal disegno luci di Andrea Grussu.
Una decisione che rimane in linea con le scelte del direttore artistico Andrea Castello che predilige far parlare principalmente la musica in spontaneo dialogo con la già insostituibile scena Olimpica.

Ma Vicenza in Lirica inizierà già nel pomeriggio con i suoi appuntamenti.
Si dovrebbe dire, parafrasando un noto film, che non sarà certo un’opera per vecchi quella che sabato 5 settembre alle ore 17.00 presso Palazzo Chiericati ci racconterà Roberta Pedrotti, giornalista, critico musicale nonché direttrice de “L’ape musicale” nota rivista online di musica, arte e cultura da lei stessa fondata, con il suo libro “Storia dell’opera lirica “.
Sarà una carrellata offerta con mente aperta e sguardo ampio, dettagliato e semplice al tempo stesso, ideale per guidare anche il neofita attraverso l’incantamento (un insieme tra curiosità e timore) che il mondo del melodramma esercita su tutti da sempre .
L’appuntamento con l’autrice sarà il terzo della rassegna “Parole e musica “ dedicata dal festival Vicenza in Lirica al mondo dell’editoria specializzata.
L’ultimo appuntamento è previsto per domenica 6 settembre alle ore 17 sempre a Palazzo Chiericati con Lia Piano, attesa presenza del festival e madrina della serata di Gala al Teatro Olimpioco che si terrà lo stesso giorno alle ore 21.

Il festival è organizzato con la collaborazione, patrocinio e sostegno del Comune di Vicenza, il patrocinio del Mibact, Regione del Veneto, Provincia di Vicenza, Teatro La Fenice.

Info: www.vicenzainlirica.it – 3496209712

Festival Vicenza in Lirica | Concetto Armonico
Ufficio Comunicazione
PRESS-ROOM
www.vicenzainlirica.it


Concetto Armonico
associazione culturale per la promozione delle arti e della musica
www.concettoarmonico.it


Locandina

L’Olimpiade
dramma per musica su libretto di Pietro Metastasio
musica di Antonio Vivaldi
edizione a cura di Carlo Steno Rossi
prima esecuzione: Venezia, 17 febbraio 1734.

personaggi ed interpreti
Clistene, Patrizio La Placa
Aristea, Daniela Salvo
Argene, Francesca Lione
Licida, Sandro Rossi
Megacle, Emma Alessi Innocenti
Aminta, Maddalena De Biasi
Alcandro, Elcin Huseynov
voce narrante, Stefania Carlesso
attori, Luca Rossi, Francesco Motta

maestro direttore e concertatore al cembalo, Francesco Erle

Ensemble barocco del Festival Vicenza in Lirica
violino I, Stefano Favretto
violino II, Mauro Spinazzè
oboe, Nicolò Dotti
oboe, Arrigo Pietrobon
Viola, Simone Siviero
viola da gamba, Marco Casonato
violone, Michele Gallo
tiorba, Fabiano Merlante
fagotto, Michele Fattori
cembalo, Carlo Steno Rossi

regia, Bepi Morassi
assistente alla regia, Laura Pigozzo
costumi, Carlos Tieppo
assistente alla sartoria, Sartoria Daniela
trucco, Beatrice Tavares Alves Fardilha
light designer, Andrea Grussu
illustrazione, Matteo Bianchi

L’esecuzione si basa sul manoscritto autografo conservato nella Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e sulla edizione di Frances Bennion, Edmund Correia, Jr., and Eleanor Selfrdige-Field per il CCARH del 2013.


Roberta Pedrotti
Laureata in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo (Università di Bologna) e iscritta all’Ordine dei Giornalisti, svolge attività di critico musicale dal 1998. Studiosa di drammaturgia musicale con particolare attenzione a Rossini e al Belcanto, è invitata a partecipare a tavole rotonde, collabora con importanti istituzioni (dal Teatro alla Scala al Comunale di Bologna e al Festival di Martina Franca) per presentazioni, conferenze e stesura di programmi di sala. È stata anche direttrice scientifica del Concorso Città di Bologna, organizza e promuove iniziative dedicate ai giovani artisti.
Dal 2011 cura il concerto annuale Lumezzane per Giacinto Prandelli in memoria del grande tenore nella sua città natale.
Nel 2018 pubblica il volume Le donne di Gioachino Rossini. Nate per vincere e regnar, premiato a Pesaro con la medaglia del Comitato per le celebrazioni rossiniane nel centocinquantesimo dalla morte del compositore.
Ha partecipato, nella stessa estate 2018, al documentario Rai Rossini150, trasmesso da Rai5 e disponibile sulla piattaforma RaiPlay.
Nel 2019 pubblica, ancora per i tipi di Odoya, Storia dell’opera lirica. Un immenso orizzonte.