Ridateci il Sogno: artisti dell’opera Polidoro

In diretta streaming dalla pagina del Festival Vicenza in Lirica la maratona Ridateci il Sogno: il direttore artistico Andrea Castello dialogherà in diretta con i giovani artisti che hanno debuttato durante l’edizione 2018 del festival.

Ospiti di domenica 24 maggio dalle ore 16,30 gli artisti che hanno partecipato alla produzione dell’opera Polidoro di Antonio Lotti, prima esecuzione in tempi moderni, andata in scena al Teatro Olimpico durante il festival Vicenza in Lirica 2018.

Intervengono Anna Bessi, Federico Fiorio, Danilo Pastore, Maria Elena Pepi, Luca Parolin, Enrico Torre,  Patrizio La Placa.

Polidoro (foto Francesco Dalla Pozza /Colorfoto)


Nella magia ineguagliabile dell’Olimpico di Vicenza, teatro coperto più antico al mondo disegnato da Palladio, per la prima volta dopo oltre 300 anni torna in scena “Polidoro”, capolavoro di Antonio Lotti. Un grande omaggio alla tradizione operistica veneziana di cui il compositore è un fondamentale rappresentante. Giovedì 6 e venerdì 7 settembre l’esclusiva opera sarà proposta in prima mondiale. Un intreccio di vicende antiche, ma mosse dai sentimenti senza tempo di uomini e donne dilaniati da passione d’amore, brama di potere, sete di vendetta. Come all’epoca della prima rappresentazione, sfarzosi costumi ci accompagneranno in un fasto antico che renderà unica e indimenticabile questo incontro con la grande musica barocca.

Voci in LockDown: Desirée Rancatore

In diretta streaming dalla pagina del Festival Vicenza in Lirica e sul canale YouTube del festival, la rubrica Voci in LockDown: il direttore artistico Andrea Castello dialogherà in diretta con esponenti di spicco della scena lirica Internazionale, ma anche con giovani artisti che hanno debuttato durante l’edizione 2019 del festival.

Ospite di sabato 23 maggio alle ore 18 è il soprano Desirée Rancatore.


Bio

Star della lirica nel repertorio lirico leggero, Desirée Rancatore è riconosciuta a livello internazionale per il virtuosismo del canto basato su una solida tecnica; grazie a un assoluto dominio della coloratura e dei sovracuti accende forti passioni tra gli amanti della lirica che trasformano le opere a cui partecipa in eventi seguiti sempre con grande interesse. 
    Nata a Palermo nel 1977, studia violino e piano prima di cominciare, a 16 anni, lo studio del canto con la madre Maria Argento, per poi trasferirsi a  Roma per perfezionarsi con Margaret Baker Genovesi. A soli 19 anni debutta come Barbarina ne Le nozze di Figaro al Festival di Salisburgo, cantando per la prima volta in Italia nel 1997 inaugurando la stagione del Teatro Regio di Parma con L’Arlesiana di Cilea. Da quel momento, e nonostante la giovane età, diventa una presenza abituale dei principali teatri d’Europa e Asia mentre comincia a raccogliere premi come quello del Concorso Ibla di Ragusa (1995), il Vincenzo Bellini di Caltanissetta (1995) e il Maria Caniglia de Sulmona (1996).
    A 20 anni ritorna con Il ratto dal Serraglio, al Festival di Salisburgo: nel prestigioso festival austriaco è ritornata varie volte per concerti nella famosa sala Mozarteum o in titoli come Don Carlo (diretta da Lorin Maazel), Jeanne d’Arc au bûcher (Honegger) e Piramo e Tisbe (diretta da Fabio Biondi). A 21 anni debutta al Teatro della sua città natale, il Massimo di Palermo (Sophie di Der Rosenkavalier), all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Seconda Sinfonia di Mahler) e canta la sua prima Olympia di Les contes d’Hoffmann (Catania), uno dei ruoli che le ha dato più soddisfazioni e che ha interpretato anche all’Opéra National di Parigi, al Royal Opera House Covent Garden di Londra, all’Opernhaus di Zurigo, al Teatro Real di Madrid, al Massimo di Palermo, alla Scala di Milano, all’Opera di Roma, al Théâtre du Capitole Toulouse, al Teatro Regio di Torino e di Parma, a Macerata (Sferisterio Opera Festival) e al Festival d’Orange. Con la sua divertente Olympia debutta anche a Vienna, dove poi ritorna con Rigoletto e Puritani, mentre a Parigi partecipa a titoli come L’enfant et les sortilèges, Parsifal e Die Zauberflöte, pubblicata in Dvd da Arthaus Musik. Debutta al Covent Garden di Londra nell’inaugurazione della stagione 1999/2000 con il personaggio di Nannetta di Falstaff, distribuito in DVD da BBC.
Un altro dei ruoli grazie al quale Desirée Rancatore si consolida come una delle voci liriche più seducenti dell’opera internazionale è quello di Gilda in Rigoletto, che ha interpretato a Melbourne, San Francisco, Las Palmas, Tokyo, Venezia, Città del Messico, Vienna, Verona, Parma, Pechino, Firenze e Zurigo. 
  Debutta come protagonista di Lucia di Lammermoor al Teatro Donizetti di Bergamo nella stagione 2006-07, accompagnando la produzione in una tournée tra Nagoya, Osaka e Tokyo, conquistando definitivamente il pubblico giapponese e ottenendo un grande successo personale. Riprende il personaggio donizettiano anche all’Opera di Oviedo, a Zurigo, al Cilea di Reggio Calabria e al Teatro Comunale di Bologna e di Ferrara. 
    Uno dei suoi ruoli preferiti è Adina de L’elisir d’amore, che debutta nella produzione di Laurent Pelly all’Opéra Bastille di Parigi e canta al Teatro Lirico di Cagliari, a Kobe e Tokyo in tournée con il Teatro di Bergamo, a Piacenza e alla Fenice di Venezia, in queste due ultime occasioni bissando l’aria di Adina rispondendo alle insistenze di un pubblico entusiasta.
  Dopo aver debuttato la Regina della Notte (Die Zauberflöte) a Parigi, canta il famoso ruolo mozartiano a Roma e Cagliari, e riceve critiche calorose per Il viaggio a Reims al Comunale di Bologna, al Carlo Felice di Genova e al Théâtre de La Monnaie di Bruxelles. 
   È protagonista di Lakmé di Delibes, opera raramente rappresentata ma vera sfida per il registro di soprano, a Palermo, Oviedo e al Bunka Kaikan di Tokio. 
Canta per la prima volta il ruolo di Konstanze de Il ratto dal serraglio al Petruzzelli di Bari, riprendendolo con successo al Teatro Real di Madrid (2006), Palermo e Cagliari.
    Nel dicembre del 2004 canta il ruolo di Semele di L’Europa riconosciuta, di Salieri, per la riapertura del Teatro alla Scala di Milano, diretta da Riccardo Muti con cui poi viaggia a Parigi per interpretare Carmina Burana. 
  È invitata anche a inaugurare la stagione 2005-06 del Comunale di Bologna con una nuova produzione di Ascanio in Alba e nell’ottobre del 2008 debutta come Elvira de I Puritani di Bellini al Massimo di Palermo. Canta il ruolo anche a La Coruña e Vienna. Nel 2010 aggiunge al suo repertorio il personaggio di Amina, de La Sonnambula (Las Palmas de Gran Canaria).
Ha partecipato ai Festival di Wiesbaden (Lucia di Lammermoor), al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca (Les Huguenots), all’Umbria Music Fest (Stabat Mater di Pergolesi), al Rossini Opera Festival di Pesaro (nel 2006 come Fanny de La cambiale di matrimonio e un concerto di bel canto che ripropone anche nel 2010), al Cincinnati Festival (Cristo sul monte degli Olivi, di Beethoven, con la direzione musicale di James Conlon), al Savonlinna Opera Festival (I Puritani) e al Festival de Radio France et Montpellier (Piramo e Tisbe e Stabat Mater).
    Come solista in concerto ha cantato la Petite Messe Solennelle a Parigi e la Messa in Do minore di Mozart a Salisburgo, ilRequiem di Mozart (Massimo di Palermo), Stabat Mater di Pergolesi (Parigi e Napoli, diretta da Muti). Ha partecipato anche al concerto inaugurale della stagione 2003-04 della Scala, ha cantato con la Sinfonica della Rai di Torino, in una serata di Gala con Bryn Terfel e la Royal Philharmonic Orchestra a Londra, in una tournée in Spagna (Zaragoza, Pamplona) con la Filarmonica Massimo Bellini di Catania e interpreta Scene dal Faust di Schumann al Regio di Parma. Inaugura il 2011 con il prestigioso Concerto d’Anno Nuovo alla Fenice di Venezia, e viaggia a Liverpool per un concerto con la Liverpool Philarmonic Orchestra diretta da Ottavio Dantone. 
  Tra i numerosi riconoscimenti alla carriera si includono il Premio Speciale Ester Mazzoleni, la medaglia d’Oro Città di Milano, il Premio Paladino d’Oro, il Premio Kaleidos 2008, il Premio Zenatello per la migliore interprete della stagione 2008 del Festival Arena di Verona, la Mimosa d’Oro Internazionale 2008 di Agrigento e nel 2010 l’Oscar della lirica della Fondazione Arena di Verona come soprano più popolare.
Nella sua discografia Il ratto dal Serraglio con Sir Charles Mackerras e la Scottish Chamber Orchestra; il film Mozart in Turkey girato nel Palazzo di Topkapi a Istambul; Die Zauberflöte con l’Opéra di Parigi, dischi con Dynamic (Les Huguenots, Lucia di Lammermoor, La cambiale di matrimonio, Les contes d’Hoffmann), Bongiovanni (Ascanio in Alba), Arthaus Musik (Die Vögel), TDK (Die Zauberflöte, Les contes d’Hoffmann), e Naxos (Lucia di Lammermoor, La cambiale di matrimonio).

Voci in LockDown: Marco Berti

In diretta streaming dalla pagina del Festival Vicenza in Lirica e sul canale YouTube del festival, la rubrica Voci in LockDown: il direttore artistico Andrea Castello dialogherà in diretta con esponenti di spicco della scena lirica Internazionale, ma anche con giovani artisti che hanno debuttato durante l’edizione 2019 del festival.

Ospite di venerdì 22 maggio alle ore 18 è il tenore Marco Berti.

Marco Berti


Bio

Marco Berti, è tenore dalle grandi capacità vocali tipiche del tenore lirico italiano, il suo colore morbido ma nello stesso tempo tagliente e ricco di armonici, lo portano ad essere considerato una tra le voci italiane più interessanti.
Il suo repertorio è quello tipico del tenore lirico italiano con titoli che spaziano anche nel repertorio lirico francese.
Nel suo Curriculum vengono annoverati i principali teatri italiani tra i quali citiamo:
Teatro alla Scala di Milano, Fenice di Venezia, Comunale di Bologna, Comunale di Firenze, Massimo di Palermo, Massimo di Catania, San Carlo di Napoli, Regio di Torino, Regio di Parma;
e del mondo:
Frankfurt, Dresden, Berlin, Tokyo, Praga, Paris Bastille, Edinburgh, Wien , Covent Garden Londra questo per citarne alcuni.
Sempre emozionanti i ruoli da lui interpretati,
tra i quali:
Rodolfo (Bohème), Ruggero (Rondine), Pinkerton (Butterfly), Edgardo (Lucia),Nemorino (Elisir), Alfredo (Traviata), Duca (Rigoletto), Macduff (Macbeth) ecc.
Tenore in continua ascesa, viene apprezzato sia dalla critica che dal pubblico.

Voci in LockDown: Alberto Mastromarino

In diretta streaming dalla pagina del Festival Vicenza in Lirica e sul canale YouTube del festival, la rubrica Voci in LockDown: il direttore artistico Andrea Castello dialogherà in diretta con esponenti di spicco della scena lirica Internazionale, ma anche con giovani artisti che hanno debuttato durante l’edizione 2019 del festival.

Ospite di mercoledì 20 maggio alle ore 18 è il baritono Alberto Mastromarino.


Bio

Alberto Mastromarino ha iniziato gli studi di canto con il baritono Paolo Silveri. Dopo il debutto nel 1987 nel ruolo di Giorgio Germont in Traviata al primo Festival Internazionale Iraq, Babilonia, e Amonasro in Aida al teatro Eliseo di Roma, ha percorso quasi tutti i grandi ruoli del repertorio verdiano. Da Trovatore a Simon Boccanegra, da Rigoletto a Nabucco, Ballo in maschera, Attila, Falstaff, Otello, I Masnadieri, Ernani, Macbeth. Parallelamente ha interpretato un grande numero di opere del repertorio a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 italiano: Tosca (Scarpia), Gianni Schicchi, Tabarro, Le Villi, Madama Butterfly, I Pagliacci (Tonio), Cavalleria Rusticana, Guglielmo Ratcliff, La Gioconda, Andrea Chenier, Sly,Francesca da Rimini. La sua straordinaria carriera lo ha portato ad esibirsi regolarmente sui palcoscenici più prestigiosi del mondo: Teatro alla Scala di Milano, Metropolitan Opera NY, Arena di Verona, Deutsche Oper di Berlino, Staatsoper di Berlino, Wiener Staatsoper, Los Angeles Opera, Teatro Colon di Buenos Aires, Leatro Liceu Barcellona, National Centre for the Performing Arts di Pechino, Covent Garden Londra, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Regio di Torino, Teatro Massimo di Palermo, Teatro San Carlo di Napoli, e nei maggiori teatri di tradizione italiani ed europei.

Voci in LockDown: Marco Tutino

In diretta streaming dalla pagina del Festival Vicenza in Lirica e sul canale YouTube del festival, la rubrica Voci in LockDown: il direttore artistico Andrea Castello dialogherà in diretta con esponenti di spicco della scena lirica Internazionale, ma anche con giovani artisti che hanno debuttato durante l’edizione 2019 del festival.

Ospite di martedì 19 maggio alle ore 18 è il Maestro Marco Tutino.

Marco Tutino


Bio

Marco Tutino è nato a Milano nel 1954. Parallelamente agli studi classici, consegue due diplomi al Conservatorio della sua città, In Flauto e in Composizione. Esordisce come compositore nel 1976 partecipando al festival Gaudeamus in Olanda. Da allora la sua musica viene programmata ed eseguita con grande successo di pubblico e di critica in tutto il mondo dalle più prestigiose istituzioni concertistiche, sinfoniche e nei principali Teatri d’Opera.

Negli anni l’attività di Tutino si è sviluppata soprattutto in campo teatrale: alla prima opera, Pinocchio (1985, commissione della I.C.O.S.S. di Vienna e Opera di Genova) hanno fatto seguito Cirano (1987, Laboratorio Lirico di Alessandria, regia di Gabriele Salvatores, riallestito nel 1990 dall’Ente Arena di Verona), La Lupa (1990, Centenario Mascagnano di Livorno) il dramma concertante Vite immaginarie (1990, teatro Comunale di Bologna) Federico II (1992), commissionata dal teatro dell’Opera di Bonn, Il gatto con gli stivali (1994) Dylan Dog (1999) e Peter Uncino (2001) commissionate dalla Fondazione Arena di Verona, Vita (2003), commissione del Teatro alla Scala, Le Bel indifférent (2004) commissionata dal Macerata Opera Festival, La bella e la bestia (2005), su commissione del Teatro Comunale di Modena, The Servant (2008) sempre al Macerata Opera Festival, Senso (2010) commissione del Teatro Massimo di Palermo, dove ha inaugurato la stagione 2011. In seguito, il Maestro ha composto Le Braci ( commissione del Teatro dell’Opera di Firenze e del Festival della Valle d’Itria, 2013) La Ciociara ( commissione del San Francisco Opera House, 2015) Miseria e Nobiltà (commissione del Teatro Carlo Felice di Genova, 2017) e infine Falscher Verrat, commissionata dal Teatro dell’Opera di Kiel (2017).

Tutino è stato l’ideatore, il promotore e, con altri sei compositori da lui scelti, l’autore del Requiem per le vittime della mafia, eseguito nella Cattedrale di Palermo il 27 marzo 1993.
La Lupa è stata riallestita dal Teatro dell’Opera di Szeged (Ungheria) nel 1994 e 1995, segnando il più grande successo operistico di quel Teatro negli ultimi dieci anni. La registrazione discografica di quest’opera, nell’edizione del ‘90, vince il premio Presidenza della Repubblica. Il Teatro Alla Scala ha commissionato ed eseguito nella sua stagione sinfonica 1994 il Concerto per Clarinetto e Orchestra, che verrà ripreso dall’Orchestra Sinfonica della BBC di Londra nel gennaio ’96.
Per il Teatro Sociale di Rovigo e il Comunale di Treviso Tutino ha composto, su coreografia di Gheorghe Iancu, il balletto Riccardo III; andato in scena nell’ottobre 1995, è stato ripreso nell’ambito della stagione 96/97 del Teatro La Fenice di Venezia. Nella primavera del 1997 l’Ente Arena di Verona organizza un ritratto di Marco Tutino, programmando due opere a lui commissionate: Il Gatto con gli stivali e Pugacev. Nella stagione 1999/2000 del Teatro dell’Opera di Metz, in Francia, viene riallestito Il Gatto con gli stivali, in coproduzione con altri Teatri europei. Nel marzo del 1998 l’E.A. Teatro Massimo di Palermo produce un nuovo allestimento della Lupa, protagonista Marjana Pentcheva. Nel 1999 va in scena il balletto lirico Dylan Dog nell’ambito del progetto Futuri ideato dallo stesso Tutino per la Fondazione Arena di Verona.

Il 2000 si apre con nuove produzioni all’estero del Gatto con gli stivali (Francia e Germania), il Kyrie e l’Agnus Dei commissionati dalla Sagra Musicale Umbra nell’ambito delle celebrazioni per il Giubileo ed eseguiti in Campidoglio a Roma; il musical Peter Pan commissionato dal Piccolo Teatro di Milano e un nuovo allestimento delle Vite immaginarie al Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Il 2001 vedrà la produzione, al Teatro Filarmonico di Verona, della nuova opera Peter Uncino, con Milva, Riondino, e il testo di Michele Serra; lo spettacolo realizzerà una tournèe di trenta repliche nei principali teatri italiani. Nel marzo del 2002 il teatro dell’Opera di Metz produce il nuovo allestimento del Cirano in occasione del 250° anniversario della nascita del teatro stesso. La Lupa avrà la sua prima rappresentazione tedesca, a Erfurt, nel settembre 2002. Sempre a Erfurt, nel marzo 2003 viene prodotto un nuovo allestimento del Gatto con gli stivali; quest’opera è stata in programma anche nella stagione 2003/2004 del Teatro dell’Opera di Roma.

Il 28 aprile 2003, al Teatro delle Muse di Ancona, viene eseguito e ripreso dai principali network mondiali il Canto di pace per tenore, coro e orchestra composto da Tutino su testo di Giovanni Paolo II e interpretato da Placido Domingo. Il Canto di Pace sarà interpretato poi da Roberto Alagna nel settembre 2003, e nell’aprile 2006 da Andrea Bocelli con l’Orchestra e il coro del maggio musicale fiorentino.
Il Teatro alla Scala ha commissionato a Tutino l’opera Vita, andata in scena nel maggio del 2003, interpretata da Anna Caterina Antonacci e Michele Pertusi. La Lupa prosegue il suo grande successo con due nuovi allestimenti: nell’aprile 2006 al Teatro Sociale di Rovigo, assieme al balletto Dylan Dog, e nel 2008 viene programmata al Teatro Comunale di Bologna con Roberto Alagna come interprete principale.

Federico II debutta in Italia al Teatro lirico di Jesi nell’ottobre del 2004, dove ottiene un grande successo di pubblico e di critica. Dopo Le Bel indifférent, andato in scena al festival di Macerata con un enorme successo e atteso allo Stabile di Torino (2006), al Teatro Lirico di Cagliari (2006) e al Festival di Montpellier (2007), Tutino presenta nel dicembre 2005 una nuova commissione del Teatro Comunale di Modena: La bella e la bestia.
Macerataoperafestival richiede a Tutino una nuova opera su un soggetto tratto dalla commedia Il Servo di Robin Maugham, che debutta nel 2008 con la regia d Gabriele Lavia, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e di critica.

Nel 2008 il teatro dell’opera di Ostrava ( repubblica ceca) mette in repertorio La lupa, che viene replicata con grande successo, e quindi Vita nel 2009, che debutta anche a Szeged. Nel 2010 the Servant verrà prodotto a Pilsen, Repubblica Ceca, e subito ripreso nel teatro dell’Opera di Szeged, Ungheria. La musica di Tutino è ormai entrata nel grande repertorio operistico.
Nel gennaio del 2011 il Teatro Massimo di Palermo inaugura la sua stagione commissionando a Tutino una nuova Opera, “Senso”, per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia. L’opera riscuote un grandissimo successo di pubblico e di critica. Il Teatro dell’Opera di San Francisco ha commissionato al Maestro una nuova opera per la stagione 2014/15, tratta dalla Ciociara di Alberto Moravia. È la prima volta, dopo Puccini, che un teatro americano commissiona a un compositore italiano un nuovo lavoro. La Ciociara riscuote un successo straordinario, tale da far dichiarare a David Gockley, sovrintendente del teatro, che si tratta di un evento mai accaduto a San Francisco. La sua ultima Opera da camera, Le Braci, su libretto proprio e tratta dall’omonimo romanzo di Sandor Marai, viene eseguita in una versione provvisoria a Budapest nell’ottobre 2014, per poi essere ripresa in prima esecuzione assoluta al Festival della Valle d’Itria e al Maggio Musicale Fiorentino nel 2015. Tra i prossimi appuntamenti del Maestro Tutino ricordiamo: la prima europea della “Ciociara” al teatro lirico di Cagliari nel novembre 2017; la prima esecuzione assoluta di “Miseria e Nobiltà ” nel febbraio 2018 commissionata dal Teatro Carlo Felice di Genova, e ancora una prima assoluta, commissione del Teatro dell’Opera di Kiel, ” Falscher Verrat” nel novembre 2018. Ne 2017 Marco Tutino ha pubblicato, con l’editore Ponte alle Grazie, “il mestiere dell’aria che vibra”, allo stesso tempo un memoriale e un manuale di istruzioni.
Parallelamente, dal 1990 Marco Tutino inizia a ricoprire incarichi di responsabilità organizzativa e artistica nei Teatri Lirici italiani. Consulente al Teatro Valli di Reggio Emilia dal ’90 al ’93, realizza uno storico Otello verdiano con Domingo e Nucci in coproduzione con Bonn.

Dal ’90 al ’94 ricopre il ruolo di Direttore Artistico dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’ente di produzione sinfonica e lirica della Regione Lombardia. Nel 1998 al 2002 viene chiamato come consulente artistico e compositore residente alla Fondazione Arena di Verona, dove realizza il progetto FUTURI, un festival dedicato al teatro musicale per le nuove generazioni.
Dal 2002 è nominato Direttore Artistico del Teatro Regio di Torino, che diventa il primo Teatro italiano come numero di abbonati, e si inserisce a pieno titolo nella competizione tra i più prestigiosi teatri europei. Nell’ottobre 2006 viene nominato Sovrintendente e Direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna, iniziando una faticosa opera di risanamento che porterà il teatro a estinguere il suo cospicuo debito finanziario e a ridurre sensibilmente le sue perdite economiche. Marco Tutino fonda a Bologna, nel 2008, la scuola dell’Opera italiana, accademia di alto perfezionamento delle professioni del teatro lirico, che ha lo scopo di insegnare e tramandare lo stile italiano dell’arte lirica e di investire sulle giovani generazioni.

Nel 2009 Tutino è stato nominato presidente dell’Anfols, l’associazione che riunisce tutte le fondazioni liriche italiane, ruolo che manterrà sino allo scadere del suo mandato. Marco Tutino ha fatto parte della commissione musica del Ministero dei beni e attività culturali, in qualità di consulente per la Lirica.

Voci in LockDown: Bruno de Simone

In diretta streaming dalla pagina del Festival Vicenza in Lirica e sul canale YouTube del festival, la rubrica Voci in LockDown: il direttore artistico Andrea Castello dialogherà in diretta con esponenti di spicco della scena lirica Internazionale, ma anche con giovani artisti che hanno debuttato durante l’edizione 2019 del festival.

Ospite di lunedì 18 maggio alle ore 18 è il baritono Bruno de Simone.


Bio

Bruno de Simone (Napoli, 1957) è un baritono italiano. Esperto nel repertorio belcantistico, in particolare settecentesco e rossiniano, è uno dei cantanti-attori più attivi nel panorama operistico mondiale.

Omaggio a Daniela Dessì

Daniela Dessì, una vita per la lirica: “Bisogna pensare a diventare bravi e non famosi”

Domenica 17 maggio dalle ore 16,30, il direttore artistico Andrea Castello dialogherà insieme a Fabio Armiliato per ricordare il grande soprano Daniela Dessì, primo socio onorario dell’associazione Concetto Armonico che organizza il Festival Vicenza in Lirica.

Numerosi gli ospiti che interverranno alla diretta streaming con omaggi e ricordi a uno dei soprani più importanti al mondo, interprete di riferimento per il repertorio verdiano, pucciniano e verista. La sua bellissima voce, la tecnica impeccabile e uno straordinario istinto drammatico le hanno permesso di spaziare da Monteverdi a Prokof’ev e di affrontare più di settanta titoli operistici, come testimonia la motivazione di “soprano assoluto” con cui le è stato conferito il Premio Belcanto “Celletti” nel 2011.

Daniela Dessì

Daniela Dessì (Genova, 14 maggio 1957 – Brescia, 20 agosto 2016) è stata una splendida eroina verdiana e puccinana, forte e passionale Tosca, piena di entusiasmo giovanile per Manon Lescaut, belle e drammatica Cio- Cio- San nella Madama Butterfly che ha riproposto a Genova nel 2014, Violetta nella Traviata con la regia di Zeffirelli all’Opera di Roma nel 2009, e una grande Aida, “un’opera che mi piace molto fare perché è l’opera grazie alla quale ho iniziato a cantare consumando a furia di ascolti il disco dell’edizione Caniglia – Gigli”, raccontava con la passione allegra che l’ha sempre contraddistinta.

Voci in Lockown: Leo Nucci

In diretta streaming dalla pagina del Festival Vicenza in Lirica e sul canale YouTube del festival, la rubrica Voci in LockDown: il direttore artistico Andrea Castello dialogherà in diretta con esponenti di spicco della scena lirica Internazionale, ma anche con giovani artisti che hanno debuttato durante l’edizione 2019 del festival.

Ospite di sabato 16 maggio alle ore 18 è il baritono Leo Nucci.

Leo Nucci

 


 

Voci in LockDown: Gianluca Capuano

In diretta streaming dalla pagina del Festival Vicenza in Lirica e sul canale YouTube del festival, la rubrica Voci in LockDown: il direttore artistico Andrea Castello dialogherà in diretta con esponenti di spicco della scena lirica Internazionale, ma anche con giovani artisti che hanno debuttato durante l’edizione 2019 del festival.

Ospite di venerdì 15 maggio alle ore 18 è il pianista, direttore Gianluca Capuano.

Gianluca Capuano


Bio

Nato a Milano, si è diplomato in organo, composizione e direzione d’orchestra presso il Conservatorio della sua città. Ha approfondito gli aspetti relativi all’esecuzione della musica antica presso la Scuola Civica di Milano, dove ha affrontato i problemi inerenti la notazione, lo studio delle fonti e la prassi esecutiva. Agli studi musicali, ha affiancato quelli classici: laureato con lode in filosofia teoretica presso l’Università Statale di Milano, si dedica alla ricerca, occupandosi in particolare di problemi di estetica musicale, pubblicando nel 2002 il saggio “I segni della voce infinita” (Jaca Book). Nel 2014 è stata pubblicata la sua edizione critica del Diluvium universale di Carissimi per l’Istituto Italiano di Storia della Musica. Dalla sua fondazione, è direttore artistico del festival “Musica negli horti”, che si svolge ogni anno a settembre in Val d’Orcia.

Ha svolto un’intensa attività come direttore, organista e continuista in tutta Europa, Stati Uniti, Russia e Giappone. Ha collaborato con artisti quali: Michael Chance, Emma Kirkby, Cecilia Bartoli, Max Emanuel Cencic, Philippe Jaroussky, Diego Fasolis, Lorenzo e Vittorio Ghielmi.  Nel 2006 ha fondato il gruppo vocale e strumentale “Il canto di Orfeo”, con il quale si dedica ai capolavori del barocco musicale europeo, in stretta collaborazione con alcuni dei migliori specialisti su strumenti originali. Con l’ensemble vocale ha preso parte anche alle opere Cuore di cane di Raskatov e Die Soldaten di Zimmermann al Teatro alla Scala di Milano.

Nelle passate stagioni ha diretto Artaserse di Vinci con Concerto Köln all’Opera di Colonia, venendo poi reinviato per Leucippo di Hasse.  Ha debuttato alla Semperoper a Dresda con l’Orlando di Händel; Orfeo ed Euridice di Gluck ad Hohenems; Orlando Paladino di Haydn con l’Opera di Zurigo e La Scintilla a Winterthur; il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi a Cremona con “Il canto d’Orfeo” per il Festival Monteverdi.

Nell’agosto 2016 si è imposto all’attenzione internazionale dirigendo in emergenza la Norma di Bellini con Cecilia Bartoli per l’apertura del Festival di Edimburgo: l’enorme successo ottenuto l’ha portato poi a dirigere Norma, sempre con Cecilia Bartoli, anche a Parigi (Théâtre des Champs Elysées) e a Baden Baden e ad essere invitato a dirigere il tour europeo di Cenerentola che Cecilia Bartoli ha portato a Montecarlo, Dortmund, Amburgo, Amsterdam, Versailles e Lussemburgo. Altri recenti impegni includono: Catone in Utica di Vivaldi con Concerto Köln all’Opera di Colonia; Così fan tutte (nuova produzione) con OperaLombardia a Como, Brescia e Cremona; Idomeneo al Maggio Musicale Fiorentino; La clemenza di Tito (nuova produzione) a Karlsruhe; L’incoronazione di Poppea (nuova produzione) a Nantes.

Nell’estate 2017 ha fatto il suo debutto al Festival di Salisburgo dirigendo una nuova produzione di Ariodante e de La donna del lago, entrambe con Cecilia Bartoli e Les musiciens du prince.  Sono seguite le produzioni di: Cenerentola con Cecilia Bartoli e Les musiciens du prince a Montecarlo e la ripresa de La clemenza di Tito a Karlsruhe; il dittico Pigmalione di Donizetti / Che originali! di Mayr al Festival Donizetti di Bergamo; Le metamorfosi di Pasquale di Spontini alla Fenice di Venezia (prima in tempi moderni); Gli uccellatori di Gassmann a Colonia; la Finta giardiniera a Winterthur, all’Opera di Zurigo e alla Dutch National Opera ad Amsterdam. Altre recenti produzioni, includono: Il matrimonio segreto di Cimarosa e Il Trionfo del Tempo e del Disinganno di Handel a Colonia; Weinachtsoratorium ad Amburgo; Orfeo ed Euridice di Gluck all’Opera di Roma; il suo ritorno a Salisburgo per Alcina di Handel e l’oratorio La morte di Abel di Caldara e Guillaume Tell alla Choregies d’Orange.

Attivo anche in ambito concertistico, ha recentemente diretto concerti sinfonici con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, I Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Philharmonische Orchester Kiel, Orchestre national de Montpellier, Concerto Köln. Con “Il Canto d’Orfeo” ha inaugurato il Festival Milano Arte Musica 2017 con musiche a due o più cori del Seicento Italiano.

La sua discografia include: un CD dedicato agli oratori di Giacomo Carissimi (Amadeus); un CD dedicato alle arie di Galuppi con Catherine King (Avie), “Editor’s choice” su “Gramophone” nel gennaio 2007.

I suoi progetti futuri includono:Il barbiere di Siviglia al Teatro Massimo di Palermo; Requiem di Mozart a Bari; CenerentolaIphigénie en Tauride e L’Italiana in Algeri alla Zurich Opernhaus; Le Comte Ory a Montecarlo; Alcina al Glyndebourne Festival Opera; Don Pasquale presso il Salzburg Festspiele; Semele e Ariodante di Handel a La Scala; Cenerentola e L’Elisir d’Amore alla Wiener Staatsoper e Così fan tutte ad Amburgo.

Voci in LockDown: Michele Campanella

In diretta streaming dalla pagina del Festival Vicenza in Lirica e sul canale YouTube del festival, la rubrica Voci in LockDown: il direttore artistico Andrea Castello dialogherà in diretta con esponenti di spicco della scena lirica Internazionale, ma anche con giovani artisti che hanno debuttato durante l’edizione 2019 del festival.

Ospite di mercoledì  13 maggio alle ore 18 è il pianista, direttore d’orchestra e scrittore Michele Campanella.

Michele Campanella


Bio

Allievo del maestro napoletano Vincenzo Vitale, è considerato uno dei maggiori virtuosi e interpreti del compositore Franz Liszt. Da oltre vent’anni è titolare della cattedra di pianoforte alla prestigiosa Accademia Chigiana di (Siena). Nel 1996 ha fondato i corsi invernali di perfezionamento di Villa Rufolo (Ravello), e ha realizzato incisioni discografiche con maestri del rango di Salvatore Accardo e Rocco Filippini. Si è esibito in concerti con le principali orchestre europee e statunitensi, collaborando con i direttori più celebri come Claudio Abbado, Riccardo Muti, Zubin Mehta, Wolfgang Sawallisch, Gianluigi Gelmetti, Eliahu Inbal, Charles Mackerras, Georges Pretre, Esa Pekka-Salonen, Thomas Schippers, Hubert Soudant, Christian Thielemann e Vernon Handley.
Nel 2012 è stato insignito del Premio Scanno per la musica.